mercoledì 28 settembre 2005

PICCOLE IMPRESE IN LOMBARDIA

Ieri dopo un sacco di tempo sono tornato a frequentare un convegno Confindustriale, ultimamente sto troppo chiuso in ufficio, poi ci si fossilizza e i si comincia a scambiare le cunette con montagne.

Ho fatto un giro a Bergamo per le 2e assise Regionali della piccola Industria, tema: PICCOLE IMPRESE IN LOMBARDIA - RISORSE, POLITICA INDUSTRIALE, SVILUPPO. Classico titolo aperto nel quale ci può stare di tutto.

Annotazioni sparse:
Formigoni non si è presentato, non si capisce bene se aveva confermato e ha dato buca o non aveva effettivamente confermato. Era Confindustria, non CL ;-)
Valerio Bettoni Presidente della Provincia ha trasformato quello che di solito è un saluto in uno spot per la provincia, o per la sua amministrazione.
Poi dice che la colpa è delle troppe regole, non si riesce a fare le opere. Da un certo punto di vista condivido, a volte basta un piccolo comune periferico che si impunta per bloccare le opere, ma non vorrei che la cancellazione delle regole porti a mani troppo libere per gli amministratori, con relative golosità che potrebbero insorgere.
Mario Mazzoleni, Presidente della Confindustria Federlombardia si vede che sta per scadere, è durissimo con regione e governo incapaci di capire le necessità dell'industria (i presidenti che hanno tempo davanti sono sempre sfumati).
Sottolinea i problemi del prossimo periodo per la piccola industria: TFR e Basilea 2. Non sono d'accordo ma non è obbligatorio.
La relazione di Mario Locatelli, che se ho ben capito avrebbe dovuto fornire la base di discussione: probabilmente andava un pò limata. Voglio essere buono con un collega ma era, come dire..... leggermente confusa?
Marco Vitale, spesso interessante quando scrive, modera e imbecca bene ma un caffè in più forse gli avrebbe permesso di non dare l'impressione di addormentarsi mentre gli altri parlavano.
Adriano De Maio ieri è quello che mi è piaciuto di più, l'ex rettore del Politecnico e della Luiss è consulente per la Regione sulla ricerca e innovazione.
Parla insolitamente chiaro e dice cose a mio parere interessanti. Poco da politico (durerà?).
Sottolinea che la mobilità territoriale (globale) se non si creano le giuste condizioni per prosperare ci porta inevitabilmente a perdere i giovani e e le aziende migliori e più dinamici.
Mio commento, forse un pò meno gerontocrazia aiuterebbe a tenere i giovani.
Si scaglia poi contro molte delle idee che vanno per la maggiore in Italia sulla ricerca tipo distretti e ricerca applicata per le aziende.
Dice una cosa sulla quale pensandoci mi trovo d'accordo (anche se la cosa non mi piace come idea): il vero motore della ricerca, quasi ovunque, è stato il settore difesa. Per il quale è più facile reperire fondi (sicurezza!!). E allora secondo lui sono quattro i settori principali nei quali lanciare piani di ricerca che possono essere finanziati con un certo consenso: difesa - salute - energia- spazio. Le ricadute ci saranno per la ricerca applicata in altri settori.
Dice poi un'altra cosa che condivido al 100%: stiamo buttando via la esperienza fondamentale della formazione professionale, una tradizione che ha portato grandi successi al nostro paese.
Troppirispetto alle necessità si laureano e questo comporta un'entrata nel mondo del lavoro troppo tardi (verso i 27/28 anni) per sfruttare appieno la creatività e, giustamente, con aspettative alte che le aziende non sono in grado di soddisfare per tutti.
Francesco Bettoni, Presidente Unioncamere Lombardia ha fatto una fila di quelli che io trovo scontati luoghi comuni sull'internazionalizzazione. Tutti si riempiono la bocca di questa cosa, pochi sanno dire cose interessanti.
Per me esiste un solo modo per operare globalmente: la valigia. Possono raccontarmi tutte le balle del mondo sull'appoggio delle istituzioni ma o ci vai o ci vai. Come si fa a "raccontare" la Cina o l'India o il Messico?
A Giampiero Auletta Armenise Amministratore Delegato BPU ho l'impressione che il discorsetto l'avessero preparato (o non è bravo lui a esporlo).
Ammette che pur avendo spostato più sul MLT i finanziamenti alle aziende per riequilibrare la situazione molta strada va fatta sul discorso delle garanzie e sulla capacità di analisi del business e dei progetti.
Sandro Salmoiraghi, Presidente nazionale Piccola Industria, dice che forse si comincia ad uscire da un periodo di depressione che ha colpito molti, lui insiste sulla ricerca applicata delle Università per le aziende (e chi fa quella di base?) poi parla del Venture Capital come principalmente un problema di leggi, mentre per me è un problema prettamente culturale per noi piccoli imprenditori.

Nota finale, tutto sommato non male, ho visto di molto peggio per fumosità e noiosità.
Finalmente ho sentito dire più volte che negli ultimi anni le banche hanno fatto gran passi in avanti. E' uno delle mie convinzioni più profonde dell'ultimo periodo.
Sono migliorate molto le banche e troppi imprenditori non sanno sfruttare e condividere questo cambio di mentalità.
Non mancano i soldi sul mercato, mancano le buone idee e la capacità di saperle spiegare.

Nessun commento: